peschereccio

ACCUSATO DI DISASTRO MARITTIMO COMANDANTE DI UN MOTOPESCHERECCIO ASSOLTO PER NON AVER COMMESSO IL REATO

 

 

Accolte le tesi del collegio difensivo composto dagli avvocati Ettore Zagarese e Danilo Galluzzi

 

 

CORIGLIANO-ROSSANO, 17 luglio 2022 – Il fatto non costituisce reato. Questa la decisione del Tribunale di Castrovillari che, accogliendo le tesi degli avvocati Ettore Zagarese e Danilo Galluzzi del medesimo studio, ha assolto A.E., anni 61, comandante di un motopeschereccio, dall’accusa di pericolo colposo, naufragio o disastro marittimo.

Secondo la tesi sostenuta dall’accusa per imprudenza ed imperizia, durante la conduzione del motopeschereccio di altura da lui comandato, danneggiava un’altra nave nella zona dritta e di prua. L’accusa sosteneva, inoltre, che lo stesso aveva omesso di ordinare un appropriato servizio di vedetta durante la navigazione non valutando così l’esistenza del rischio di abbordaggio per come imposto dal Regolamento Internazionale di prevenzione degli abbordi in mare.

A.E. esperto marittimo, da buon coriglianese orgoglioso delle proprie capacità marinare, non aveva accettato l’accusa e per questo aveva incaricato, per sostenere la sua difesa, lo studio dell’avvocato Ettore Zagarese che, al termine di una articolata attività istruttoria, è riuscito a dimostrare l’innocenza del proprio assistito.

 

avvocato Ettore Zagarese

OPERAZIONE CHRISTMAS MONEY: QUATTRO ASSOLUZIONI

Operazione Christmas Money: Quattro assoluzioni
I fatti risalgono al dicembre del 2017

Quattro assoluzioni per non aver commesso il fatto e una condanna, questo l’esito finale del lungo processo che aveva visto coinvolti cinque rossanesi nell’ambito dell’operazione denominata Christmas Money risalente al dicembre del 2017.

IL FATTO – Il 12 dicembre 2017, gli agenti del Commissariato di Rossano, gli uomini della volante di Cosenza e del Reparto Prevenzione Crimine Calabria Settentrionale, avevano arrestato, con l’operazione “Christmas Money”, 5 persone, accusate di estorsione aggravata continuata in concorso e rapina. Si trattava di Alfonso Ammirato, 37 anni, Giuseppe Abastante, 26 anni, Giuseppe Barbieri, 26 anni, Mario Buontempo, 30 anni, e Massimo Manisco, 37 anni. Ammirato era accusato anche di lesioni personali ad alcuni commercianti. A novembre 2017 una delle vittime, un cittadino pachistano, aveva richiesto l’intervento della polizia per un’aggressione nella sua attività commerciale, nei suoi confronti e anche di un concittadino presente nel locale. Il commerciante aveva denunciato le richieste estorsive effettuate dall’Ammirato, con minacce di morte. I due stranieri erano stati brutalmente aggrediti con calci e pugni, tanto da dover ricorrere alle cure mediche presso il pronto soccorso. Le successive indagini avevano portato a ricostruire altri episodi estorsivi, subiti nel corso del tempo e seguiti da danneggiamenti all’attività commerciale.

L’esito delle indagini aveva portato all’emissione di una serie di misure cautelari e i cinque, riconosciuti responsabili materiali delle richieste estorsive e delle lesioni, erano stati tratti in arresto e condotti nel carcere di Castrovillari.

Il difensore, avvocato Ettore Zagarese, da subito aveva contestato sia la regolarità delle attività di riconoscimento da parte delle presunte vittime degli accusati, costituitesi parte civile con gli avvocati Paola Bruno e Antonio Parrilla, che l’aver commesso il fatto, tanto da ottenere l’annullamento della misura da parte del Tribunale del riesame di Catanzaro, misura poi ripristinata in quella però più blanda degli arresti domiciliari dalla Corte di Cassazione

 

Il Tribunale di Castrovillari, nei giorni scorsi, accogliendo le tesi della difesa, all’esito di un processo articolatosi in numerose udienze, ha ritenuto colpevole il solo A. A. comminandogli una pena di anni 3 anni e 9 mesi di reclusione assolvendo gli altri quattro imputati per non aver commesso il fatto.

PICCOLI PASSI corte appello catanzaro

PICCOLI PASSI, ASSOCIAZIONE A DELINQUERE: TUTTI ASSOLTI IN APPELLO

Piccoli passi, associazione a delinquere: Tutti assolti in appello
L’esito del processo di secondo grado dopo il rinvio dalla Corte di Cassazione che ribalta le originarie condanne per pene ricomprese tra i 6 e gli otto anni di reclusione.

In accoglimento delle tesi difensive sostenute dagli avvocati penalisti Ettore Zagarese, Francesco Nicoletti e Francesco Calabrò, si conclude con una sentenza di assoluzione, con la formula “per non aver commesso il fatto”, il processo in Appello celebrato in seguito al rinvio disposto dalla Corte di Cassazione nell’ambito dell’operazione “Piccoli passi”, portata a termine nel 2016 dalla Guardia di Finanza sotto il coordinamento della DDA di Catanzaro. L’inchiesta, che aveva sventato un traffico di sostanze stupefacenti, vedeva coinvolti soggetti rossanesi, del reggino e campani.

Nel gennaio 2021 i giudici della III Sezione Penale della suprema Corte di Cassazione avevano annullato in gran parte la sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Catanzaro. Nello specifico, era stata annullata la pronuncia di secondo grado relativamente al Capo A, ossia all’accusa di associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico (art. 74 Dpr 309/90) con rinvio per nuovo esame dinanzi ad una sezione diversa della Corte d’Appello di Catanzaro.
Gli stessi giudici avevano inoltre annullato la sentenza, senza rinvio, relativamente ad altri capi di imputazione dichiarandoli estinti per intervenuta prescrizione.

All’esito del nuovo giudizio di secondo grado, la III Sezione Penale della Corte di Appello di Catanzaro, mercoledì scorso 26 gennaio ha emesso una sentenza di assoluzione nei confronti degli otto imputati: Aloisi Giuseppe, Pometti Giancarlo, Pometti Mauro Salvatore, Pometti Gabriele Edoardo, Pometti Luigi Gustavo, Santoro Gabriele, Tocci Andrea, Vallonearanci Pietro. Tutti assolti dall’accusa di associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico con la formula “per non aver commesso il fatto”.

L’operazione “Piccoli passi”, condotta dalla Guardia di Finanza in parallelo con l’operazione “Stop” portata a termine dai Carabinieri, prendeva le mosse da un’ulteriore operazione antimafia avviata nel 2009, concentrandosi sulle attività della presunta cosca rossanese nel settore legato al traffico di stupefacenti.

Sottoufficiale Polizia

SOTTOUFICIALE DI POLIZIA ACCUSATO DI CESSIONE DI COCAINA ASSOLTO CON FORMULA PIENA

Sottoufficiale di Polizia accusato di cessione di cocaina, rifiuta la prescrizione e viene assolto con formula piena

Assolto perché il fatto non sussiste. Questa la sentenza del Tribunale di Castrovillari che assolve C.C., 40 anni, sottoufficiale di Polizia, originario di Corigliano-Rossano, attualmente assegnato ad altra sede.
Accolta in tolto la tesi del difensore, avvocato Ettore Zagarese.

IL FATTO – Il sottoufficiale all’epoca dei fatti era stato accusato di aver agevolato la cessione di stupefacente, del tipo cocaina. Lo stesso era stato accusato nell’ambito di una maxi operazione antidroga sul territorio dell’allora comune di Rossano. L’accusa si fondava sul contenuto di alcune intercettazioni ambientali dalle quali gli inquirenti avevano tratto la convinzione che attraverso l’uso di un linguaggio criptico C.C. in realtà fosse coinvolto in un attività di intermediazione tra i cessionari e gli assuntori dello stupefacente, traendone così il sospetto di lucrosi guadagni. L’indagato fin dall’inizione aveva protestato la propria innocenza e si era dichiarato totalmente estraneo alla vicenda.
Il processo, composto da numerose udienze destinate all’assunzione delle prove ed alla trascrizione dell’enorme mole di materiale intercettato dalle forze dell’ordine, era giunto alle soglie della prescrizione ma l’imputato, consapevole della propria innocenza, con l’avallo del suo difensore, aveva rifiutato che venisse applicato l’istituto della prescrizione preferendo affrontare il processo.

I fatti gli hanno dato ragione essendo stato scagionato con formula piena da tutte le accuse. Al deposito delle motivazioni della sentenza l’avvocato Ettore Zagarese ha dichiarato la propria soddisfazione per l’esito ed ha tenuto ad evidenziare come il proprio cliente non abbia mai perso la fiducia nella Giustizia e da innocente, ha preferito evitare il comodo rimedio della prescrizione affrontando il processo uscendone meritatamente vincitore.

 

avvocato Ettore Zagarese

IL TEOREMA MANZI REGGE AL VAGLIO DELLA CASSAZIONE

IL TEOREMA MANZI REGGE
AL VAGLIO DELLA CASSAZIONE

Caso Alessandro Manzi, è risultato vano anche l’ultimo attacco promosso dalla Procura Generale di Catanzaro: la prima sezione della Corte di Cassazione, accogliendo le tesi formulate dall’avvocato Ettore Zagarese, ha respinto il ricorso che la Procura Generale di Catanzaro aveva proposto contro la sentenza della Corte di Assise di Appello di Catanzaro, la quale applicando una condanna a nove anni di reclusione, aveva ridotto di oltre la metà la pena di primo grado mentre il PM di udienza aveva chiesto contro una condanna all’ergastolo con isolamento diurno.

Condivise, quindi, le ragioni argomentate dal difensore contro le quali il PG aveva proposto alla Corte di Cassazione un articolato ricorso volto ad applicare all’imputato l’aggravante della premeditazione e ad escludere il beneficio delle circostanze attenuanti generiche e dell’attenuante della provocazione, invece contestate dal PM. Tali richieste venivano disattese dagli Ermellini che, così, confermano la decisione di secondo grado.

IL FATTO – Alessandro Manzi era stato accusato di omicidio volontario aggravato perché la sera del 17 novembre del 2017 aveva ucciso a colpi di fucile il padre Mario sull’uscio di casa. Subito dopo il fatto si era costituito dai Carabinieri assumendosi la responsabilità dell’accaduto e narrando di come fosse arrivato al gesto estremo dopo anni di vessazioni che avrebbe subito all’interno delle mura domestiche che condivideva con il padre, noto pregiudicato. Nelle more del processo veniva sorpreso a detenere un’arma che dichiarava aver posseduto per ragioni di difesa in seguito ad alcune minacce ricevute che lo avevano portato a temere per l’incolumità dei suoi cari.

Oggi Manzi, avendo appreso dell’esito del processo, accompagnato dal suo difensore, si è costituito, volontariamente, alla locale Casa Circondariale al fine di espiare la pena residua avendo voluto evitar l’inoltro di ogni richiesta volta al differimento della condanna o alla sua sostituzione con altra.
«Il giovane Manzi interpellato dal mio studio – ha affermato l’avvocato Ettore Zagarese – perché valutassimo la proposizione di richiesta a pene alternative che lo sottraessero al regime carcerario, ha inteso non attivare alcuna istanza volendo pagare il suo debito con la giustizia e non intendendo sottrarsi alle sue responsabilità così come fatto sin dall’inizio di questa triste vicenda».

BRUNO PIZZUTO

DIFFAMATO VIA FACEBOOK PRESENTA QUERELA MILIONARIA

DIFFAMATO VIA FACEBOOK, IL CONSIGLIERE PALUDESE PIZZUTO PRESENTA QUERELA MILIONARIA

Facebook, il noto social network, non è una sorta di casa delle libertà, dove poter scrivere impunemente qualunque cosa si voglia, ivi comprese diffamazioni, offese lesive della dignità personale e politica di qualcuno, per mera antipatia. La diffamazione, anche attraverso l’utilizzo dei social network, è un reato e come tale perseguibile dalla legge. Chi subisce dei commenti offensivi su Facebook, lesivi del diritto della personalità; quindi, dell’onore e della reputazione può difendersi denunciando il fatto alle autorità.

Come ha fatto il dottor Bruno Pizzuto, consigliere comunale di maggioranza nel comune di Paludi, dando incarico allo studio del penalista avvocato Ettore Zagarese, di presentare una articolata querela, aggravata dall’utilizzo del mezzo stampa secondo quanto previsto dall’art. 595 del Codice penale, alla competente autorità giudiziaria.

La cifra chiesta come risarcimento è milionaria e sarà devoluta interamente in beneficenza.

IL FATTO – Questa è la risposta che “il gruppo Pizzuto” – come definito il dottor Pizzuto – con parole usate con scopi offensivi su un post di Facebook, posizionato tra i post “fissati in alto” per dargli maggiore visibilità, intende dare agli amministratori e gestori di una pagina social vicina ad una compagine politica avversa all’attuale maggioranza comunale.

Nel post fatto oggetto di querela si legge – pubblicando stralci di un comizio tenuto durante la passata campagna elettorale amministrativa, proprio dal consigliere Bruno Pizzuto – che “Il gruppo Pizzuto passa all’incasso, 25.000 Euro per l’ingegnere Vittoria Pizzuto” lasciando così intendere, all’ignaro lettore, di oscure manovre all’interno della macchina comunale paludese svolte a favorire la congiunta del dottor Pizzuti, consigliere comunale di maggioranza.

«Poiché l’onestà è il principio che da sempre contraddistingue la mia famiglia – commenta il consigliere Bruno Pizzuto – che da sempre si opera alacremente e senza interesse alcuno per il bene del proprio territorio di appartenenza, non potevo tollerare una così infamante affermazione, che da un canto denota un gusto verso l’infondata diffamazione e dall’altro la poca conoscenza del funzionamento della macchina comunale in generale e di quella paludese in particolare. Chi ha sbagliato dovrà pagare. Per questo abbiamo inteso rivolgerci allo studio dell’avvocato Ettore Zagarese che sappiamo non fare sconti per nessuno ed in tal senso non risparmieremo forze e mezzi e poiché la nostra dignità non ha prezzo. Anticipiamo, sin da ora, che l’intero ricavato andrà devoluto in beneficenza in favore delle famiglie bisognose del nostro comune»

avvocato Ettore Zagarese

RICETTAZIONE E DETENZIONE ARMI DA FUOCO, REVOCATE MISURE CAUTELARI A DUE FRATELLI

RICETTAZIONE E DETENZIONE ARMI DA FUOCO
REVOCATE MISURE CAUTELARI A DUE FRATELLI
Accolto il ricorso dell’avvocato Ettore Zagarese

Accolte completamente le tesi dell’avvocato Ettore Zagarese che hanno portato alla revoca delle misure cautelari a carico di due fratelli, precedentemente applicate, dopo essere stati tratti in arresto con l’accusa dei reati di ricettazione e detenzione abusiva di armi da fuoco.

I FATTI – F.G. A., che passa ai domiciliari, e F.G., ora libero senza obblighi, erano stati coinvolti nelle operazioni di controllo, avvenuta grazie al massiccio dispiegamento di pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine “Calabria Settentrionale”, effettuate all’indomani dell’escalation criminale che ha interessato il territorio rossanese nel periodo estivo. Durante un’accurata perquisizione effettuata presso la loro abitazione erano state rinvenute armi e cartucce in buono stato, pronte per un eventuale utilizzo. Alcune di esse risultavano rubate ad un legittimo proprietario a seguito di una rapina avvenuta in provincia di Brindisi.

La prossima udienza per la celebrazione del processo per i reati ascritti è fissata per il 3 novembre 2021 di fronte al Tribunale di Castrovillari.

Rossano, revocate misure cautelari a 2 fratelli accusati di detenzione abusiva di armi

Ricettazione e detenzione armi da fuoco: scarcerati due fratelli di Corigliano-Rossano

Ricettazione e detenzione abusiva di armi da fuoco: revocati misure cautelari a due fratelli

 

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Detenzione di stupefacente, riconosciuta lieve entità, torna in libertà

Torna in libertà, con obblighi, G.T.G., pregiudicato originario di Cariati ma residente a Corigliano-Rossano, accusato di detenzione di sostanze stupefacenti di vario tipo.

Questa è stata la decisione del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari che condivideva la tesi del difensore dell’imputato, avvocato Ettore Zagarese sulla ipotesi di lieve entità del fatto
rigettando la richiesta del Pm che invece aveva chiesto applicarsi la misura della custodia in carcere.

Ettore Zagarese

avvocato Ettore Zagarese

 

IL FATTO – Qualche giorno fa, in località lungomare Sant’Angelo nei pressi della piazzetta di Viale Egeo, un poliziotto e un carabiniere entrambi fuori servizio avendo notato dei movimenti sospetti da parte dell’uomo che con una donna, anche lei nota alle forze dell’ordine, erano intenti ad uno scambio.
A quel punto intervenivano constatando che l’uomo stava incassando del denaro mentre la donna nascondeva una busta chiusa in cellophane con all’interno, della sostanza stupefacente, presumibilmente identificata come cocaina.
Eseguita subito dopo perquisizione presso l’abitazione del pregiudicato venivano trovate alcune dosi di marijuana per cui l’uomo veniva arrestato e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria.

 

Corigliano-Rossano: lieve entità del fatto, uomo torna in libertà  | EcodelloJonio.it – https://bit.ly/3zKR6f4

 

Esame di maturità

In bocca al lupo maturandi!

Evaristo Galois, morto a vent’anni nel 1832, autore di una serie di straordinarie opere matematiche
non ancora completamente comprese, quando si presentò all’École Polytechnique di Parigi
per gli esami di ammissione, venne bocciato in quanto, dopo aver ascoltato le domande dell’esaminatore,
gli tirò in faccia il cancellino della lavagna gridandogli:
“Si vergogni di porre domande così facili!”

Voi cercate di rispondere anche alle domande facili!

In bocca al lupo maturandi tutti!

E ricordate, oggi è il domani di cui vi preoccupavate ieri.

(avvocato Ettore Zagarese)