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Detenzione di stupefacente, riconosciuta lieve entità, torna in libertà

Torna in libertà, con obblighi, G.T.G., pregiudicato originario di Cariati ma residente a Corigliano-Rossano, accusato di detenzione di sostanze stupefacenti di vario tipo.

Questa è stata la decisione del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari che condivideva la tesi del difensore dell’imputato, avvocato Ettore Zagarese sulla ipotesi di lieve entità del fatto
rigettando la richiesta del Pm che invece aveva chiesto applicarsi la misura della custodia in carcere.

Ettore Zagarese

avvocato Ettore Zagarese

 

IL FATTO – Qualche giorno fa, in località lungomare Sant’Angelo nei pressi della piazzetta di Viale Egeo, un poliziotto e un carabiniere entrambi fuori servizio avendo notato dei movimenti sospetti da parte dell’uomo che con una donna, anche lei nota alle forze dell’ordine, erano intenti ad uno scambio.
A quel punto intervenivano constatando che l’uomo stava incassando del denaro mentre la donna nascondeva una busta chiusa in cellophane con all’interno, della sostanza stupefacente, presumibilmente identificata come cocaina.
Eseguita subito dopo perquisizione presso l’abitazione del pregiudicato venivano trovate alcune dosi di marijuana per cui l’uomo veniva arrestato e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria.

 

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Lotto vaccini sospetto, scagionato noto primario

LOTTO VACCINI SOSPETTO, SCAGIONATO IN TOTO
NOTO PRIMARIO DEL NOSOCOMIO GIANNETTASIO

 Il Tribunale di Castrovillari, accogliendo le richieste del difensore, avvocato Ettore Zagarese, ha scagionato completamente da ogni responsabilità P.G., di 65 anni, già dirigente medico presso la locale azienda sanitaria, disattendendo le istanze del Pm e della parte civile che invece ne avevano chiesto la condanna a 6 mesi di reclusione.

Ettore Zagarese

IL FATTO – Secondo l’accusa il medico, nella sua qualità di direttore responsabile del servizio vaccinazioni, in cooperazione con altri medici ed infermieri, non avrebbe vigilato affinché tutti i vaccini appartenenti ad un lotto sospettato di aver subito alterazioni venisse restituito alla ditta produttrice inoculando così una dose imperfetta del vaccino ad una paziente. Da qui la denuncia e l’apertura del procedimento che si è svolto per numerose udienze durante le quali sono stati sentiti diversi testi ed ascoltato il parere di consulenti medici.

La difesa del dirigente medico ha incentrato la propria attenzione sul fatto che a livello accademico internazionale mancasse qualsiasi prova scientifica circa la nocività del farmaco inoculato e come non fosse imputabile, quindi, alla propria cliente nessuna condotta negligente. Tesi questa condivisa dall’organo giudicante.