avvocato Ettore Zagarese

RICETTAZIONE E DETENZIONE ARMI DA FUOCO, REVOCATE MISURE CAUTELARI A DUE FRATELLI

RICETTAZIONE E DETENZIONE ARMI DA FUOCO
REVOCATE MISURE CAUTELARI A DUE FRATELLI
Accolto il ricorso dell’avvocato Ettore Zagarese

Accolte completamente le tesi dell’avvocato Ettore Zagarese che hanno portato alla revoca delle misure cautelari a carico di due fratelli, precedentemente applicate, dopo essere stati tratti in arresto con l’accusa dei reati di ricettazione e detenzione abusiva di armi da fuoco.

I FATTI – F.G. A., che passa ai domiciliari, e F.G., ora libero senza obblighi, erano stati coinvolti nelle operazioni di controllo, avvenuta grazie al massiccio dispiegamento di pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine “Calabria Settentrionale”, effettuate all’indomani dell’escalation criminale che ha interessato il territorio rossanese nel periodo estivo. Durante un’accurata perquisizione effettuata presso la loro abitazione erano state rinvenute armi e cartucce in buono stato, pronte per un eventuale utilizzo. Alcune di esse risultavano rubate ad un legittimo proprietario a seguito di una rapina avvenuta in provincia di Brindisi.

La prossima udienza per la celebrazione del processo per i reati ascritti è fissata per il 3 novembre 2021 di fronte al Tribunale di Castrovillari.

Rossano, revocate misure cautelari a 2 fratelli accusati di detenzione abusiva di armi

Ricettazione e detenzione armi da fuoco: scarcerati due fratelli di Corigliano-Rossano

Ricettazione e detenzione abusiva di armi da fuoco: revocati misure cautelari a due fratelli

 

stefano-graziano sindaco-paludi

ARCHIVIATA LA DENUNCIA DI CALUNNIA A CARICO DEL SINDACO GRAZIANO

 

Archiviata denuncia a carico del sindaco di Paludi, Stefano Graziano

Il GIP presso il Tribunale di Castrovillari ha definitivamente archiviato la denuncia sporta dal trentaseienne B.F. nei confronti di Stefano Graziano, sindaco in carica del Comune di Paludi, accogliendo il tal modo le richieste avanzate dal PM e dall’avvocato Ettore Zagarese, difensore del sindaco Graziano.

IL FATTO – La denuncia, poi archiviata, si riferiva ad un incontro avvenuto in una assemblea tenutasi in Germania, diffusa successivamente sui canali social, durante la quale venivano analizzati i progetti legati ai boschi comunali del territorio del comune di Paludi. Graziano sollevava una serie di dubbi e perplessità sulla legalità delle relative delibere comunali. Tali azioni venivano ritenute, da parte del denunciante B.F. che è presidente di una cooperativa agricola-forestale, lesive ed offensive della sua onorabilità. B.F. aveva già presentato per fatti analoghi, un esposto alla Procura di Castrovillari, successivamente archiviata.

Durante l’udienza del GIP, l’avv. Ettore Zagarese, nell’interesse del proprio assistito, aderendo alle richiesta del PM, ha ulteriormente evidenziato, tra le varie eccezioni difensive prospettate, che Graziano aveva liberamente esercitato il proprio diritto di critica politica entro i limiti consentitigli dalla legge ed in conformità del suo ruolo di controllo di consigliere, all’epoca di minoranza, ed aveva esposto i fatti all’autorità giudiziaria affinché la stessa valutasse se vi si riscontrassero ipotesi di reato. Infine, con riferimento all’esposto inoltrato, nel quale aveva ripercorso l’iter deliberativo comunale, veniva chiesto se fossero stati ravvisati dal PM eventuali violazioni di legge a carattere amministrativo.

Il GIP condivideva le esposizioni di PM e difesa, disattendendo, così, l’opposizione avanzata dal denunciante. Inoltre, la sentenza precisa come i fatti non fossero comunque di competenza dell’Autorità Giudiziaria italiana essendo avvenuti all’estero e come gli stessi, in ogni caso, fossero espressione di consentita critica politica. In questo modo veniva escluso, anche per mancanza dei presupposti strutturali di configurabilità, il reato di calunnia per il quale era stato denunciato l’attuale Sindaco di Paludi, non essendo negli atti emersa alcuna falsa comunicazione e attribuzione di colpa ai danni del denunciante B.F.

Alessandro Manzi

MANZI TORNA AI DOMICILIARI, ACCOLTA LA TESI DELL’AVVOCATO ZAGARESE

Alessandro Manzi ai domiciliari, accolta la tesi dell’avvocato Zagarese

Pena contenuta entro i due anni e revoca della custodia carceraria. Questa è la decisione del Tribunale di Castrovillare al termine del dibattimento affrontato dal Pubblico Ministero dottor Manera, che aveva chiesto una condanna a quattro anni di reclusione, mentre il difensore, avvocato Ettore Zagarese, aveva richiesto una pena inferiore e la revoca del provvedimento di custodia carceraria.

IL FATTO – Manzi era accusato di detenzione di arma da fuoco all’interno della sua abitazione. L’arma era stata scoperta durante un controllo da parte degli agenti del commissariato di pubblica sicurezza di Corigliano nella sua abitazione Viale Sant’Angelo. L’imputato aveva giustificato i motivi della detenzione dell’arma durante l’interrogatorio di garanzia.

Alessandro Manzi era agli arresti domiciliari per un grave episodio di cronaca avvenuto alla fine del 2017. Condannato in secondo grado a nove anni di reclusione per aver ucciso il padre, un cinquantenne pregiudicato, aveva usufruito della custodia domiciliare e di un percorso alternativo al carcere e di reinserimento sociale vista la buona condotta processuale e durante la detenzione. Sulla decisione influirono anche i motivi ed il contesto sociale in cui era maturato l’evento. Alessandro durante la pena detentiva si era iscritto al corso di laurea in scienze biologiche e, dopo aver ottenuto gli arresti domiciliari, aveva anche iniziato ad aiutare una onlus che si occupava di disabilità, causa a cui è molto sensibile visto che è uno dei suoi tre fratelli è portatore di handicap.

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Detenzione di stupefacente, riconosciuta lieve entità, torna in libertà

Torna in libertà, con obblighi, G.T.G., pregiudicato originario di Cariati ma residente a Corigliano-Rossano, accusato di detenzione di sostanze stupefacenti di vario tipo.

Questa è stata la decisione del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari che condivideva la tesi del difensore dell’imputato, avvocato Ettore Zagarese sulla ipotesi di lieve entità del fatto
rigettando la richiesta del Pm che invece aveva chiesto applicarsi la misura della custodia in carcere.

Ettore Zagarese

avvocato Ettore Zagarese

 

IL FATTO – Qualche giorno fa, in località lungomare Sant’Angelo nei pressi della piazzetta di Viale Egeo, un poliziotto e un carabiniere entrambi fuori servizio avendo notato dei movimenti sospetti da parte dell’uomo che con una donna, anche lei nota alle forze dell’ordine, erano intenti ad uno scambio.
A quel punto intervenivano constatando che l’uomo stava incassando del denaro mentre la donna nascondeva una busta chiusa in cellophane con all’interno, della sostanza stupefacente, presumibilmente identificata come cocaina.
Eseguita subito dopo perquisizione presso l’abitazione del pregiudicato venivano trovate alcune dosi di marijuana per cui l’uomo veniva arrestato e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria.

 

Corigliano-Rossano: lieve entità del fatto, uomo torna in libertà  | EcodelloJonio.it – https://bit.ly/3zKR6f4

 

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Omicidio Greco, Cassazione conferma innocenza carabinieri

Omicidio Greco, Cassazione conferma innocenza carabinieri

Omicidio di Sandrino Greco, la Prima Sezione della Corte di Cassazione conferma l’innocenza dei carabinieri Pasquale Greco e Luca Zingarelli, già assolti in Corte d’assise d’appello di Catanzaro e Corte di Assise di Cosenza, chiudendo definitivamente la vicenda. La Corte di Cassazione è il supremo organo di giurisdizione italiana e giudice di ultima istanza.

Accolte in toto le tesi del difensore, avvocato Ettore Zagarese

Anche per il Giudice di Legittimità, dunque, i due carabinieri, difesi in tutti i gradi di giudizio dall’avvocato Ettore Zagarese del foro di Castrovillari, hanno fatto un uso legittimo delle armi per come consegue dal rigetto dei ricorsi proposti dalle parti civili ed alla conseguente conferma delle due sentenze di assoluzione emesse dalla Corte di Assise di Appello di Catanzaro e dalla Corte di Assise di Cosenza, in favore del brigadiere Pasquale Greco e dell’appuntato scelto Luca Zingarelli, già in servizio nella compagnia di Rossano, Reparto operativo e radiomobile.

IL FATTO

I due erano accusati di omicidio volontario per la morte di Sandrino Greco, di 36 anni, deceduto il 21 gennaio 2011, dopo avere forzato un posto di blocco a Rossano. Greco, secondo la ricostruzione della accusa, era alla guida di un fuoristrada rubato. I carabinieri fermi ad un posto di blocco, dopo aver rischiato di essere investiti dallo stesso lo inseguirono fino ad una stradina di campagna dove questi invertì la marcia, speronò l’auto di servizio e cercò di investire i carabinieri dirigendosi quindi verso la Strada Statale 106. A quel punto i carabinieri spararono ed un colpo raggiunse Greco alla testa uccidendolo. I due miliari giustificarono la loro condotta sostenendo di essere stati costretti a far uso delle pistole di ordinanza per arrestare la corsa del fuggitivo che, con il suo agire spericolato, aveva messo in pericolo la pubblica incolumità.

 

Ettore Zagarese

LA DICHIARAZIONE

L’avvocato Ettore Zagarese, difensore dei due militari ricevuta notizia della decisione della Cassazione ha dichiarato: «Se professionalmente la soddisfazione è grande visto che anche la Corte di Cassazione, con il rigettare i ricorsi conferma la giustezza del teorema difensivo da me sostenuto sin dalle prime battute, l’innegabile risultato non mi esalta se penso che dal pur necessario agire dei militi è derivata la morte di un giovane».

 

 

 

 

 

 

 

Corriere di Calabria
Il Quotidiano del Sud 
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